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LIBRO Carla ha quarantadue anni, è sposata, ha due figli e insegna lettere in un liceo della periferia torinese. Ma la sua ambizione, la sua vocazione più autentica, o forse il suo atto di rivolta contro un mondo che sembra non avere più sogni da realizzare né scopi da raggiungere, è un altro: riuscire a fare volare una gallina. Un'impresa impossibile, ma Carla gioca con l'impossibile ogni giorno; lo fa quando cerca di mantenere intatto l'entusiasmo per una professione difficile, delicata, in un ambiente fatto di burocrazia e rassegnazione, di allievi svogliati e viziati che di sogni sembrano proprio non averne e che lei, invece, vorrebbe liberi, capaci di volare con la mente. Carla cerca dei complici, qualcuno che la possa aiutare o che almeno voglia condividere con lei questo folle progetto. Non certo Mario, il marito, che insegna matematica e che quindi queste cose non le può proprio capire; e nemmeno Isidoro, il contadino vicino di casa, ultimo discendente di un mondo antico, solido e concreto, che certe idee bislacche non le ha mai avute ma che comunque è sempre disposto a darle una mano; forse un po' Canaria, il collega 'scienziato pazzo', perso nei suoi studi sul declino intellettuale del nostro mondo. Ma la vera grande alleata è Tanni, la sua allieva più cara, la più sensibile. Tanni è speciale, non è la prima della classe e non è nemmeno un genio, però ha qualcosa in più degli altri, ha un modo tutto suo di guardare alle cose della vita, un modo suo di 'covare' i pensieri e "la dote straordinaria, ormai rarissima, di saperli esprimere, in un sorriso." Tra loro si instaura un rapporto intenso e profondo, una complicità che porterà la ragazzina a confessare una difficile situazione familiare, con la madre che se n'è andata, il padre che ha qualche problema con l'alcol e un fratello più piccolo da accudire. Scandito dai tempi di un intero anno scolastico, con i suoi riti e le sue regole, La gallina volante, vincitore del Premio Italo Calvino per l'inedito 1999, ci rivela una scrittrice ironica e brillante, una scrittrice inventiva e allo stesso tempo capace di cogliere nel vivo il lato amaro della realtà. |
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| BRANO "Ragazzi, oggi vi spiego le virgole." Lo so, loro pensano "Che insegnante originale! spiega le virgole ai ragazzi di sedici anni", ma non è così, è che non ne posso più. Non ne posso più di mettere io le virgole ai loro temi. Mediamente ho classi di venticinque ragazzi: mediamente metto una cosa come dieci virgole per tema: dunque, in tutto, a ogni compito in classe metto almeno duecentocinquanta virgole. Non so se riesco a esprimere l'abissale malessere che mi prende: per me una virgola è tutto, è il sale della vita, il bastone della vecchiaia, il succo della storia, il nocciolo della questione, il fulcro, il centro, il buco nero, l'origine, l'utero… Una virgola che manca è l'abisso che mi si scava ai piedi, mi sento svenire, capogiro, nausea. Ma non è un problema personale: è un disastro cosmico, che dovrebbe riguardare tutti. Le virgole sono l'impalcatura del mondo, se mancano il mondo crolla, come un soffitto non puntellato, un cemento non armato." |
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| L'AUTORE Paola Mastrocola è nata nel 1956 a Torino, dove tuttora risiede. Ha lavorato per il teatro scrivendo commedie per ragazzi. Ha pubblicato due raccolte di poesie e saggi sulla letteratura italiana del Trecento e Cinquecento. Insegna in un liceo scientifico. |
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