Home Page
 La Casa Editrice
 Le novità
 Ricerca Catalogo
 Autori
 Collane e Generi
 Appuntamenti
 Trailer
 Foreign Rights


 
 

Cerca nel sito:
 
  Download
 
   
   
SANTA MARIA DEI FIORI NERI
Un'epopea operaia sudamericana

Traduzione di Bovaia R.
Pagg. 224
€ 14.50
Narrativa
Collana: La frontiera scomparsa
In libreria dal: 14 Ottobre 2004
Libro  disponibile

   
 IL LIBRO  
  Dicembre 1907. Un’impressionante carovana sta attraversando il deserto a nord del Cile, diretta a Iquique. Sono i «fiori neri» della pampa, come canta il poeta cieco che li accompagna. È il popolo delle miniere di salnitro, uomini, donne, vecchi e bambini decisi a percorrere ottanta chilometri sotto un sole spietato pur di far sentire la propria voce alle autorità. Dopo anni di soprusi, chiedono semplicemente un salario equo, assistenza medica, più sicurezza sul lavoro (uno fra i più duri e pericolosi al mondo). Ma la protesta è destinata a trasformarsi in una discesa agli inferi:mentre a Iquique continuano ad arrivare treni carichi di scioperanti, nuovi contingenti militari si riversano nel porto, e i canti degli operai vengono a poco a poco sovrastati dal passo ritmato dei soldati in pattuglia. Nel coro di voci cui è affidata la memoria di una delle pagine più cruente della storia latinoamericana si distinguono alcuni ritratti unici e autentici, personaggi che quell’avventura epica unirà per sempre, nella vita o nella morte: Olegario Santana, minatore burbero e fatalista, chiuso nell’immancabile cappotto nero; Domingo Domínguez, il picconiere con velleità di chansonnier; José Pintor, il carrettiere anticlericale famoso per i suoi coloriti e originali improperi; Idilio Montaño, il giovane attrezzista appassionato di aquiloni; Gregoria Becerra, che nelle miniere di salnitro ha perso il marito e i suoi anni migliori ma non la voglia di combattere e amare.  
 
 UN BRANO  
  "Dai quattro angoli della pampa la folla di scioperanti si avvicinava ad Alto de San Antonio in lunghe carovane polverose. Il paese era in pieno fermento. Nelle strade che brulicavano di gente si vedevano i cartelloni con i nomi delle officine La Gloria, San Pedro, Palmira, Argentina, San Pablo, Cataluna, Santa Clara, La Perla, Santa Ana, Esmeralda, San Agustin, Santa Lucia, La Hansa, San Lorenzo e altre di cui noi ignoravamo addirittura l’esistenza. Era proprio così. Perché noi scioperanti arrivavamo coperti di terra dalla testa ai piedi, cantando e gridando, non solo dalle officine del distretto di San Antonio, ma da tutti quelli della pampa del Tamarugal. E quel fiume di gente non finiva mai. Lo sciopero aveva attecchito come una miccia («E di quelle buone, compagni» dice euforico Domingo Dominguez camminando tra la folla). A occhio e croce eravamo più di cinquemila ad affollare le strade del paese e ad animare lo sciopero. Uomini di razza e nazionalità diverse, alcuni dei quali poco tempo prima si erano combattuti l’un l’altro in una guerra fratricida e adesso si univano sotto una sola e unica bandiera: quella del prole-tariato."