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NAUFRAGI
Naufragi: il catalogo è questo
Autore: Francisco Coloane
Traduzione di Cacucci P.
Pagg. 204
€ 14.00
Narrativa
Collana: La frontiera scomparsa
In libreria
dal: 29 Gennaio 2004
Libro disponibile
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Con Naufragi, Francisco Coloane, a più di novant'anni, ha scritto l’opera che avrebbe voluto leggere da ragazzo, quando, ogni volta che poteva permetterselo, acquistava una storia di navi e naviganti.
Tra i suoi libri prediletti c’era quello di uno scienziato cileno, Vidal Gormaz, che aveva censito centinaia di naufragi avvenuti sulle coste frastagliate della sua terra. Da quel pozzo di informazioni Coloane ha tratto storie incredibili, commentate e scaldate dalle proprie impressioni di lettore d’eccezione.
Qui raccolte, danno vita a un’opera che sfugge alle classificazioni di genere, ed è non solo un omaggio a chi conosce, vive, ama, affronta, narra il mare, ma anche l’ultimo ideale saluto dello scrittore alle coste dell'estremo Sud, la regione d’impressionante bellezza dove «le piogge torrenziali, i cieli apocalittici e improvvisamente luminosi, gli stretti innevati, le muraglie vertiginose, i ghiacciai fantasmagorici hanno sedotto tanti ansiosi di avventure, di gloria, o di imprese memorabili, persone lanciate alla conquista di un sogno».
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"Un libro fasconoso e importante, da non perdere."
Roberto Mussapi
"Francisco Coloane è il Jack London dei nostri temoi"
Alvaro Mutis
"Il primo e più grande cantore dell'estremo Sud delle Americhe."
Stefano Malatesta
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"Il primo gennaio 1902, una violenta tempesta spinse i ghiacci verso terra. L’Antarctic si ritrovò imprigionato nella banchisa. Era l’inizio della tragedia. Gli iceberg stringevano la nave in una morsa. La chiglia era danneggiata, l’elica non rispondeva più. Gli uomini tentarono di riparare le avarie sotto le bufere di neve, ma invano. L’Antarctic era condannata.
Nel giro di pochi giorni, il ponte si sollevò sotto la pressione piegandosi come ferro dolce, lo scafo si schiantò, stritolato inesorabilmente dai ghiacci, e la nave veniva lentamente sventrata. L'11 gennaio, l’acqua aveva già invaso la sala macchine. In pratica, era ormai soltanto il ghiaccio a mantenerla a galla. Il 28, l’acqua invase anche il ponte di coperta. Larsen prese la decisione di calare le scialuppe e abbandonare la nave al suo destino. Gli uomini approdarono su un iceberg, da dove assistevano all’agonia dell’Antarctic che affondava nel mare del continente di cui portava il nome".
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