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I CONQUISTATORI DELL`ANTARTIDE
Un nuovo romanzo del cantore
dell'estremo Sud del mondo
Autore: Francisco Coloane
Traduzione di Cacucci P.
Pagg. 122
€ 8.50
Narrativa
Collana: La frontiera scomparsa
In libreria
dal: 18 Gennaio 2002
Libro disponibile
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Un gruppo di uomini avventurosi e una barca. Una natura ostile e un paesaggio imponente. Terre lontane, dure e inospitali che solo pochi indios, gli yagán che abitano il «Paradiso delle Lontre», hanno il coraggio di sfidare. Ma il sogno è troppo affascinante per rinunciare: scoprire l’Antartide significa indagare cosa c’è oltre i ghiacci, quali ricchezze, quali misteri. Significa toccare con mano la fine del mondo.
Così Manuel Silva, chiamato il Capo Bianco dagli indios yagán e proprietario del cutter Agamaca, suo fratello Alejandro, radioperatore, il sergente Ulloa e l’indio Félix decidono di partire. Salpano una mattina di fine novembre, il periodo migliore per la navigazione nei mari australi. Non torneranno tutti, ma valeva la pena provare Per quanto reale, il mondo descritto acquista un alone fantastico: canali scavati nei ghiacci, insenature che si aprono in golfi dalle acque tranquille, animali tanto esotici da sembrare favolosi. E il tempo non viene scandito da alcun orologio ma riempito e arricchito dalle scoperte, dagli stupori, dai drammi a volte piccoli, a volte fatali, e dalle leggende che si scambiano i naviganti.
Sono questi il tempo e il mondo narrativo di Francisco Coloane, così come si ritrovano anche nei Conquistatori dell’Antartide, un’affascinante «guida» dell’estremo Sud. Un mondo narrativo fatto di grandi spazi, di mari tempestosi che si placano d’improvviso, di una natura così indomita e viva da diventare la vera protagonista dell’avventura e di un’umanità che, anche nelle lande più desolate, è sempre profondamente ricca.
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"Con Coloane qualcosa di nuovo è entrato nella Casa della Letteratura: il rumore del mare in tempesta e le voci di migliaiadi avventurieri sperduti nelle pianure della Patagonia e nella desolate solitudine della Terra del Fuoco."
Luis Sepulveda
"Uno dei grandi maestri della letteratura sudamericana, una specie di Conrad delle baleniere, un Melville australe che naviga nella pampa."
Corriere della Sera
"Il più grande cantore dell'estremo Sud delle Americhe."
La Repubblica
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"Nei pressi della foce, la loro attenzione venne attirata da un singolare spettacolo. Un leopardo marino stava compiendo la quotidiana battuta di caccia tra le alghe. Sporse l’affusolata testa da rettile, lo sguardo vivace e attento, infido e ostile, e spiccando un balzo in aria si rituffò in acqua. Pochi istanti dopo riaffiorò, sempre con un salto, stringendo un bianco pinguino tra le fauci, che poi divorò rapidamente. I movimenti agili ed eleganti con cui si immergeva nel banco di alghe, il modo arioso nel sollevare la testa fuori dall’acqua e guardarsi attorno, dimostravano tutta l’energia e la voracità di un feroce felino.
La scialuppa stava passando davanti al leopardo. Questi interruppe la caccia e sporse la testa fissando attentamente la barca; il suo sguardo era molto diverso da quello degli elefanti marini: sembrava scrutare l’imbarcazione e gli uomini, distinguendoli bene, quasi fosse stupito dall’insolita visione che gli si offriva per la prima volta alla vista. Forse il leopardo pensava che i due uomini e la scialuppa formavano un unico corpo animale? A un tratto scosse il capo come se tentennasse nel prendere una decisione, per poi lanciarsi all’inseguimento della piccola imbarcazione nuotando con sorprendente rapidità. Il sergente Ulloa, ai remi, si mise a vogare con tutte le sue forze; la scialuppa acquistò una certa velocità,ma il leopardo, vedendo che la preda gli stava sfuggendo, sembrò infuriarsi, spiccò un salto e s'immerse."
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