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VITA FELICE DEL GIOVANE ESTEBAN
Un "ritratto dell'artista da giovane"
che si trasforma in romanzo corale
Autore: Santiago Gamboa
Traduzione di Cacucci P.
Pagg. 384
€ 15.49
Narrativa
Collana: La frontiera scomparsa
In libreria
dal: 2 Novembre 2001
Libro disponibile
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Quand’è che finalmente uno scrittore riesce a fissare la vita, la materia sfuggente che è perennemente condannato a inseguire, sulla pagina? Quand’è che può tirare un sospiro di sollievo e dirsi che, sì, ne è valsa davvero la pena? Questi gli interrogativi che assillano il trentaduenne colombiano Esteban Hinestroza, giovane scrittore con due soli romanzi alle spalle che, reduce da un matrimonio fallito, tira a campare a Parigi grazie soprattutto ai servizi giornalistici e radiofonici. Poi un giorno, mentre fuori piove, quasi per risalire alle origini di una vocazione misteriosa e tirare le prime somme della propria esistenza, comincia a ripercorrerne le tappe principali e a ricostruire la storia della propria formazione attraverso i ritratti delle persone che hanno contribuito a scriverla.
Inizia così il grande affresco dell’infanzia, dell’adolescenza e della gioventù di Esteban, delle vicissitudini e dei tanti esili della famiglia, di trent’anni vissuti a cavallo tra l’America Latina e l’Europa, sempre con una valigia piena di libri in mano. E nelle pagine sfilano, evocati a raccontare se stessi, i tanti volti del passato: i genitori, professori curiosi del mondo e appassionati di arte precolombiana; Toño, il vicino di casa che dopo la cocente delusione amorosa si unisce alla guerriglia sui monti; Blas Gerardo, il prete spagnolo esiliato in Colombia dai vertici ecclesiastici dopo che ha lottato al fianco dei repubblicani in Spagna; Federico, l’aspirante suicida, chiamato a una drammatica esperienza paranormale; Ismael, l’amico che nasconde ossa umane in soffitta; Darpeti, il Ludopatico romano, giocatore d’azzardo e dilapidatore di fortune; Natalia, il primo amore pieno e radioso; Hegel Dadà, l’insegnante haitiano in fuga dalla dittatura dei Duvalier; Vicente Angel, l’esteta e poeta madrileno; Rodolfo, il misterioso alcolista poliglotta che si improvvisa maestro di scacchi per una sfida persa in partenza e che poi, come nella più classica delle spy-story, sparisce nelle pieghe della Storia...
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"Uno scrittore formidabile... Un romanzo pieno di storie affascinanti sulla ricerca della felicità come motore della vita."
Almudena Grandes
"Santiago Gamboa è uno degli scrittori più rappresentativi della nuova generazione latinoamericana."
El Pais
"Un romanzo corale e autobiografico che merita grandi elogi."
La Razon
"Santiago Gamboa è un erede letterario di Gabriel García Márquez."
El Mundo
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"Mi guadagno da vivere scrivendo. Soprattutto servizi radiofonici e articoli giornalistici, ma anche romanzi e, per quanto sta imbarazzante ammetterlo, nutro aspirazioni letterarie. Scrivo tutti i giorni, come ho letto che dovrebbero fare gli scrittori, sebbene la maggior parte delle pagine finisca poi nei cestino e se ne salvino soltanto alcune, quelle in grado di soddisfare il lettore crudele che è dentro di noi, sempre pronto a distruggere ciò che l’altro, l’ingenuo lavoratore, gli offre quotidianamente.
Ma potrei apparire pretenzioso e preferisco essere chiaro:
non mi mantengo con i romanzi — ne ho scritti due — ma con gli articoli giornalistici e la radio, che rappresentano un’altra maniera di scrivere e di vivere. Riuscire a tirare avanti con questo lavoro contribuisce ad alimentare il timido e vulnerabile scrittore, incapace di mantenersi con la propria attività, ma la cui esistenza fornisce all’altro un motivo per alzarsi dal letto ogni mattina senza chiedersi a quale scopo se in fin dei conti, la sera, finirà per tornare a dormire."
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