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UNA DONNA IN BILICO
Al bivio tra passato e futuro
Autore: Lucía Etxebarría
Traduzione di Bovaia R.
Pagg. 414
€ 16.50
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 30 Marzo 2006
Libro disponibile
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Eva ha cercato a lungo di annegare nell’alcol
il proprio senso di inadeguatezza, il
rapporto irrisolto con un corpo procace, la
presenza di un fratello arrogante e di due
sorelle fin troppo perfette. Si è infilata in
relazioni sbagliate, accecata a volte dal fascino
di una chitarra, altre dalla passione
di una sera, spinta da un bisogno di legittimazione
e convinta che solo l’amore e il
consenso altrui potessero offrirgliela.
Poi cambia qualcosa. Durante un soggiorno
a New York il caso le fa incontrare un
ragazzo. È la sua prima grande scommessa:
in notti di dolcezza verrà concepita Amanda.
A lei scrive una lunga lettera in forma
di diario in cui confessa tutte le ossessioni
che le hanno dannato la vita.
Mentre la sua vicenda prende forma sulla
carta, Eva perde la madre e scopre alcuni
segreti di famiglia. È il secondo grande
passo verso l’affermazione di sé: la presa di
coscienza che anche i genitori hanno incertezze
e lati oscuri, dolori e fragilità; la
consapevolezza che vivere significa mettersi
in gioco e smettere di essere solo la figlia,
la sorella, la moglie di qualcuno. E soprattutto
sentirsi spesso in bilico.
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"La ragazza terribile della narrativa spagnola."
D la Repubblica delle Donne
"Una delle più originali scrittrici spagnole."
El Mundo
"Un'autrice che ha tutto un mondo da raccontare e tutto il talento per farlo."
ABC
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"Ecco perché ti ho scelto senza sceglierti, perche, lo ripeto, le scelte inconsapevoli sono le uniche davvero sincere e io non ho mai pensato consapevolmente di
averti, ma non è strano che in tutti i miei anni da sbronza non mi sia mai scordata di infilare il preservativo sui membri dei miei amanti occasionali o che, quando mi imbarcavo in una relazione più stabile, non ci fossero postumi o sbronze in grado di farmi dimenticare di ingerire quotidianamente la mia pillolina bianca, o non ci fosse vomito che me la rigettasse fuori dallo stomaco (come è capitato, invece, a una mia vicina, la cui figlia era il risultato di una notte d'amore, ovviamente, ma anche di un'indigestione a causa della quale aveva rimesso sia la colazione che la pillola di Ovoplex trangugiata con il primo caffè della mattina) e che, invece, proprio quando avevo smesso di bere, una notte mi sia scordata, dissolta nella nebbia del mio corpo assorto nei propri misteri, ogni precauzione anticoncezionale, abbia aperto le gambe e, così facendo, ti abbia data la possibilita di venire al mondo?"
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