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LA STORIA DELL `AMORE
Le infinite strade dell'amore
Traduzione di Raimondi Valeria
Pagg. 304
€ 15.00
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 20 Ottobre 2005
Libro disponibile
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La storia dell’amore inizia a New York, dove
l’ottantenne Leopold Gursky vive in solitudine
sin da quando, sfuggito all’Olocausto,
sbarcò in America. O forse inizia
sessant’anni prima, in un altro mondo e
sotto un altro cielo, nel villaggio polacco in
cui Leopold ragazzino scoprì per la prima
volta che era facile dimenticare la paura
della morte guardando gli occhi incantevoli
e imperiosi di Alma. Per Alma, Leopold
scrisse un libro sull’unica cosa che conoscesse
bene, intitolato La storia dell’amore.
Poi la tragedia dell’Europa cancellò i
suoi sogni
e adesso, da vecchio, è spaventato all’idea
di morire senza lasciare traccia di sé.
Ma non sa che il manoscritto della sua gioventù
non è andato perduto per sempre.
Come lui, ha cambiato pelle e parla un’altra
lingua, non più l’yiddish delle origini
ma lo spagnolo dell’America Latina: il libro
ha seguito il destino dell’amico di un
tempo Zvi Litvinoff, esule in Cile, e laggiù
è stato pubblicato per poi cambiare il corso
di molte vite.Vite come quella di un’altra
Alma, un’adolescente newyorkese che
deve il proprio nome alla protagonista
femminile della Storia dell’amore e che un
giorno si metterà sulle tracce della donna
che lo ha ispirato.
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"La voce della Krauss si impone in un linguaggio perfettamente organizzato, con i suoi personaggi lucenti, l'ironia, il coraggio struggente di parlare d'amore, un'attenta e forte costruzione della storia e della suspense."
La Repubblica
"Nicole Krauss irrompe con forza nella casa della letteratura americana."
Susan Sontag
"Tenero, affascinante, originale."
J.M. Cotzee
"Un libro illuminato da una prosa di grande calore e delicatezza."
The Times Literary Supplement
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"Prima che potessi cambiare idea un' altra volta, tolsi il foglio dalla macchina, lo misi in cima agli altri e richiusi il coperchio della scatola. Trovai della carta da pacco e ce la avvolsi. Su un lato scrissi l'indirizzo di mio figlio, che conoscevo a memona....
Erano le cinque del mattino. Mancava qualche ora all'apertura dell'ufficio postale. Per passare il tempo, estrassi da sotto il divano il proiettore delle diapositive, come faccio nelle occasioni speciali, come il giorno del mio compleanno...
Fuori stava facendo giorno. Davanti ai miei occhi la casa della mia infanzia si dissolse. Spensi il proiettore, mangiai una barretta di Metamucil e andai in bagno. Quando ebbi finito di fare quello che dovevo fare mi lavai con la spugna e setacciai l'armadio alla ricerca del mio abito. Trovai le soprascarpe che avevo cercato a lungo e una vecchia radio. Alla fine, appallottolato sul fondo, l'abito: un abito estivo bianco, passabile non fosse stato per le macchie giallastre sul davanti. Mi vestii. Mi inumidii il palmo delle mani con la saliva e cercai di ridurre all' obbedienza i miei capelli. Rimasi seduto, completamente vestito, con il pacco in grembo. Controllai e ricontrollai l'indirizzo. Alle otto e quarantacinque mi infilai l'impermeabile e mi misi il pacco sottobraccio. Mi guardai allo specchio dell'anticamera per l'ultima volta. Poi uscii di casa ed entrai nel mattino."
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