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LA SIGNORA IN VERDE
Agente Erlendur, un Maigret del ghiaccio
Autore: Arnaldur Indridason
Pagg. 272
€ 14.50
Narrativa
In libreria
dal: 12 Ottobre 2006
Libro disponibile
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Sulla collina di Grafarholt, alle porte di
Reykjavík, viene rinvenuto un misterioso
scheletro, una mano che spunta dal terreno
in un’ultima, disperata richiesta d’aiuto.
A chi appartiene quella mano?
Erlendur e colleghi, con l’aiuto di una
squadra di archeologi, si mettono al lavoro
per estrarre i resti, ma le indagini procedono
a rilento e sembrano non portare a nulla
di concreto. Le piste che conducono alla
collina sono numerose e col passare dei
giorni l’enigma si infittisce.
Si risale agli anni
della Seconda guerra mondiale, quando
inglesi e americani inviarono contingenti in
Islanda, costruendo caserme e fortificazioni,
e cominciarono a stringere rapporti con
la gente del posto. Poi, finalmente, un indizio.
Lassù sulla collina, accanto ai cespugli
di ribes, dove anni prima sorgeva una casa
e abitava una famiglia, si aggira spesso una
donna. Vestita di verde. Storta. È lei che bisogna
cercare.... Una storia complessa
e drammatica, che si tinge di giallo fin
dalle prime pagine, in cui passato e presente
si intrecciano. Le fa da sfondo un’Islanda
fredda e inospitale, affascinante
quanto minacciosa, naturalmente incline a
misteri e sparizioni, che esercita l’irresistibile
richiamo dell’ignoto ma non lascia
scampo.
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"L’Islanda ha trovato il suo Mankell... Assolutamente nordico, un narratore che rappresenta un marchio di grande qualità. Erlendur è un personaggio meraviglioso."
Die Welt
Arnaldur Indriđason è un maestro della suspence, della psicologia e della costruzione dei personaggi; in La signora in verde usa tutto il suo talento e ottiene un risultato straordinario: un libro terrificante, tragico ed emozionante.
Bokus
"Inquietante e coinvolgente... Uno scrittore che sa lavorare sulla suspence con eleganza... E senza che sia sparato un solo colpo di pistola. Un risultato eccezionale."
Het Parool
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"Andò verso di lui a gattoni... un filo di saliva le scendeva sul bavaglio. Si infilò il giocattolo in bocca, fra le gengive sdentate, e gattonò di nuovo. Poi cominciò a piangere, così il giocattolo le cadde di bocca; lo ritrovò con una certa difficoltà, raggiunse il giovane, si aggrappò al bracciolo del divano e rimase in piedi accanto a lui, traballante ma determinata.
Lui le prese il giocattolo e lo osservò. La bambina lo guardò confusa e si mise a strillare con tutte le sue forze. Non ci mise molto a capire che stava tenendo in mano un osso umano, lungo dieci centimetri. Nel punto in cui si era rotto era biancastro e consunto, le estremità non erano più aguzze e dentro la frattura si vedevano piccole chiazze brune, come di terra.
Sospettò che fosse parte di una costola e si rese conto che doveva avere parecchi anni..."
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