|
|
 |
 |
|
LA FIGLIA PERFETTA
Autore: Anne Tyler
Traduzione di Laura Pignatti
Pagg. 294
€ 15.50
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 17 Maggio 2007
Libro disponibile
|
|
|
| |
Baltimora, 15 agosto 1997. Brad e Bitsy
Donaldson, una coppia molto americana,
e Sami e Ziba Yazdan, marito e moglie iraniano-
americani, si trovano all’aeroporto.
Il momento è carico di emozioni e di
aspettative, perché le due coppie, con i parenti
al seguito, stanno aspettando il volo
dalla Corea per prendere in consegna le
loro bambine appena adottate. Contro
ogni previsione, tra due famiglie piuttosto
diverse nasce una lunga amicizia. Il 15 agosto,
anniversario del giorno dell’arrivo, i
politicamente corretti Donaldson organizzano
una festa; all’inizio sembra un pretesto
per favorire l’integrazione delle figlie,
ma presto diventa evidente che le bambine
non sono le sole ad avere bisogno di sentirsi
a casa.
La festa viene riproposta anno
dopo anno, sempre più elaborata, completa
di dolce decorato a stelle e strisce, sontuosi
piatti iraniani, canzoni e proiezione
di filmini. Con le sue perplessità e la sua
cauta moderazione, anche Maryam, l’altera
nonna iraniana Yazdan, vi partecipa. E
quando un coetaneo del clan Donaldson la
corteggia, lei vede minacciati tutti i suoi
valori, le sue tradizioni, la sua indipendenza...
|
|
| |
"Quando esce un nuovo romanzo di Anne Tyler bisogna lasciar perdere tutto e comprarlo subito. E naturalmente leggerlo. Tra i suoi ultimi libri questo è il mio preferito."
Nick Hornby
"Anne Tyler non è soltanto brava, è straordianariamente brava."
John Updike
|
|
| |
"... dalla porta uscì una signora asiatica vestita con un abito increspato e con una bimba in braccio. La piccola doveva avere cinque o sei mesi, teneva già la testa sollevata. Aveva il viso tondo e una quantità incredibile di folti capelli neri con la frangia tagliata dritta fin sopra le orecchie, e indossava una tutina rosa con i piedini. «Ah!» esclamarono tutti insieme, perfino gli estranei, perfino la donna con la figlia (benché il suo uomo apparisse ancora disorientato). La futura mamma tese entrambe le braccia con il registratore che le penzolava da un polso. Ma la signora asiatica si bloccò con un’aria autoritaria che scoraggiava qualunque approccio. Si drizzò e chiese: «Donaldson?»
«Donaldson, sì, siamo noi» ribatté il futuro padre. Gli tremava la voce. Si era liberato del seggiolino per l’auto, doveva averlo passato a qualcuno a caso, e stava leggermente dietro la moglie tenendole una mano sulla schiena, come se dovesse sostenersi.
«Congratulazioni» disse la signora asiatica. «Questa è Jin-Ho.» Depositò la piccola tra le braccia tese della madre, poi si tolse dalla spalla una borsa rosa per i pannolini e la affidò al padre. La madre affondò il viso sul collo della bimba. La piccola rimase dritta, e guardò la folla con aria serafica. «Oh!» continuava a dire la gente, e: «Ma com’è carina!» e:
«Sembra una bambola!»"
|
|
|