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IO NON SOFFRO PER AMORE
Autore: Lucía Etxebarría
Traduzione di Roberta Bovaia
Pagg. 288
€ 15.00
Saggistica
Collana: Biblioteca della Fenice
In libreria
dal: 14 Giugno 2007
Libro disponibile
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Smettere di soffrire per amore si può. Tutto sta nello
sfatare certi miti e nel saper lavorare su se
stessi. Dietro donne e uomini
che si accaniscono a voler assomigliare
ai modelli imposti dai media, che sfilano
per le strade sfoggiando vestiti identici,
con corpi smilzi a forza di patire la fame e
con relazioni all’apparenza felici, si nascondono
quasi sempre un’insicurezza di
base e l’incapacità di volersi bene veramente
o almeno di accettarsi. Ci sono persone
scontente di sé, perché qualcuno le
vuole cambiare, oppure le svaluta, o perché
nel partner cercano, sbagliando, una figura
parentale.
A tutti costoro, senza distinzione
di genere, gusti sessuali o ambiente
sociale, Lucía Etxebarría mette a
disposizione la propria esperienza diretta
di donna disinibita e in apparenza scanzonata,
ma capace di un’autoanalisi sincera.
Lo fa senza imbarazzi, mezzi termini o inibizioni:
racconta le gioie e i dolori delle
sue relazioni di coppia, quelle più fugaci
come quelle più durature; con uno stile
brillante e irridente, ricorda a maschi e
femmine che a contare davvero non è l’immagine,
ma l’indipendenza di giudizio.
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"Una delle scrittrici più originali e più lette di Spagna."
El Mundo
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"Questo libro ha la pretesa di avere un effetto aspirina. Se sei infelice nei tuoi rapporti di coppia, se senti di dare sempre più di quello che ricevi, di dipendere troppo dagli altri, se ti sei sentito maltrattato dal partner, magari ti conviene leggere questo libro. Dopo averlo fatto, sarai tu stesso o tu stessa a stabilire se hai bisogno di consultare un professionista.
Quanto si racconta in questo libro è applicabile a ogni tipo di rapporto di coppia: uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo, o transessuale. Siccome era un po’ complicato scrivere sempre: «se ti senti attratto/a da lui/lei», in certi casi mi sono rivolta a una donna, in altri ho usato un termine neutro, e in altri ancora mi sono rivolta a un uomo. La maggior parte delle volte, essendo io stessa una donna, ho parlato al femminile. L’intenzione però è che chiunque legga il libro, se lo vuole, possa applicarlo al proprio caso."
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