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L'UOMO SENZA CASA
Autore: Andrea Fazioli
Pagg. 270
€ 15.00
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 24 Gennaio 2008
Libro disponibile
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La Svizzera sembra
un luogo lindo e tranquillo, ma sotto la superficie
strisciano inganni, delitti e soldi,
tanti soldi. Tra i misteri elvetici si aggira anche
Elia Contini, un investigatore privato
che lavora a Lugano, ma
che ogni sera se ne torna a casa in un villaggio
di montagna, dove gli piace osservare
le volpi che abitano nel bosco. Una vita
che scorre più o meno uguale, finché un
giorno è costretto a scontrarsi con un mistero
che lo riguarda da vicino: quello di
un paese sommerso dall’acqua per la costruzione
di una diga. Il paese nel quale
era cresciuto. Da allora molte cose sono
cambiate. Però c’è chi ancora non ha dimenticato:
qualcuno che vuole tornare indietro,
vuole rivedere i volti del passato, e
per farlo è disposto a uccidere. Tra gli
squali dell’alta finanza, in un Canton Ticino
addormentato dalla neve, toccherà proprio
a Contini dipanare il mistero. Combattendo
fino all’ultimo per salvare se
stesso e tutto ciò che ama.
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"E' nato un nuovo, autentico narratore del giallo italiano. Ma è svizzero, e si chiama Andrea Fazioli."
Gianni Biondillo
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"Era un giorno d’estate quando Tommi, svegliandosi la mattina, decise di ammazzare qualcuno. La sera non aveva chiuso le gelosie, così prima che suonasse la sveglia un raggio di sole l’aveva strappato dal sonno. In realtà non fu una vera e propria decisione, ma una vaga idea che si diffuse tra i residui di sogno e il primo pensiero cosciente.
Dopo tanti anni, tutto stava tornando alla normalità. Anche Tommi era sul punto di scordare le ingiustizie. Ma ora volevano allargare il bacino artificiale, e avrebbero versato ancora dell’acqua sui luoghi della sua infanzia. Doveva reagire, anche a costo di usare la violenza per mostrare a tutti dov’erano il torto e la ragione. Lo sentiva come un dovere, in ricordo di suo padre e della vecchia casa.
Scivolò fuori dal letto. Di solito impiegava una buona mezz’ora prima di svegliarsi completamente, ma quel mattino la rabbia lo rese attivo in pochi minuti. Infilò le ciabatte e spalancò la finestra, a torso nudo, socchiudendo gli occhi davanti al sole..."
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