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LA VOCE
Autore: Arnaldur Indridason
Traduzione di Silvia Cosimini
Pagg. 324
€ 16.00
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria dal: 31 Gennaio 2008
Libro  disponibile

   
 IL LIBRO  
  Il Natale è alle porte, fervono i preparativi, ma la festosa atmosfera di un lussuoso albergo di Reykjavík viene turbata dal ritrovamento del corpo di un uomo ucciso a coltellate nello stanzino del seminterrato. Svolte le prime verifiche del caso, l’agente Erlendur e la sua squadra scoprono che si tratta di Gudlaugur Egilsson, portiere e tuttofare alle dipendenze dell’hotel, morto in circostanze a dir poco misteriose: l’uomo, infatti, indossava un costume da Babbo Natale e aveva i pantaloni calati...
Scavando nel suo passato, Erlendur ricostruisce la vicenda di Gulli, ex bambino prodigio, talentuoso solista di un coro di voci bianche, acclamato dal grande pubblico internazionale, con la prospettiva di una brillante carriera nel mondo del bel canto. Ma evidentemente qualcosa è andato storto… Il ruvido agente islandese è anche costretto a confrontarsi con la serie di grotteschi personaggi che popolano l’albergo, e con il marcio nascosto dietro la sua facciata di irreprensibilità ed eleganza.
 
 
 I GIUDIZI  
  "Se amate i gialli di classe, allora questo autore fa per voi."
The Irish Time
"L’Islanda ha trovato il suo Mankell... Assolutamente nordico, un narratore che rappresenta un marchio di grande qualità. Erlendur è un personaggio meraviglioso."
Die Welt
"Misteri ricchi di pathos... Uno scrittore che merita davvero di essere letto."
The Daily Telegraph
 
 
 UN BRANO  
  "Finalmente raggiunsero una porta, nella più completa oscurità, che si apriva su uno stanzino. Era molto più simile a un ripostiglio che a una camera d’albergo, ma sul pavimento di mattonelle sporche erano stati sistemati un letto minuscolo, una piccola scrivania e un tappeto consunto. In alto, vicino al soffitto, c’era una finestrella.
L’uomo era seduto sul letto, appoggiato contro la parete. Indossava un bel costume rosso da Babbo Natale e aveva ancora il cappello in testa, che gli era scivolato sul viso, nascosto dalla folta barba bianca posticcia. L’alta cintura intorno alla vita era slacciata, e pure la giacca. Sotto portava soltanto una canottiera bianca. All’altezza del cuore presentava una ferita mortale. Ce n’erano altre su tutto il corpo, ma quella gli era stata fatale. Anche le mani erano escoriate, come se avesse cercato di difendersi dall’aggressore.
Aveva i pantaloni calati. Sul pene ciondolava un preservativo."
 
 
 L'AUTORE  
  Arnaldur Indridason