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LA CUCINA TOTALITARIA
Con un ricettario del socialismo di Wladimir e Olga Kaminer
Autore: Wladimir Kaminer
Traduzione di Riccardo Cravero
Pagg. 192
€ 14.50
Varia
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 24 Aprile 2008
Libro disponibile
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I russi non vanno pazzi per il caviale come
si tenderebbe a pensare, anzi... Il vero simbolo
del lusso in cucina per loro è l’ananas.
Basta questo esempio per rendersi conto
di quanto i territori dell’ex Unione Sovietica
siano inesplorati dal punto di vista culinario.
Per rimediare a questa lacuna, Wladimir
Kaminer traccia brevi ritratti
nazionali delle repubbliche ex sovietiche
attraverso le ricette della tradizione, da
quelle piccanti del Caucaso a quelle ucraine
a base di aglio, a quelle esotiche dell’Asia,
a quelle salutari del Baltico. Il suo è
una specie di atlante «sragionato» dell’Impero
decaduto, una miscela di geografia
politica, storia e analisi del costume, arricchito
da un campionario di aneddoti, incontri
deliranti ed esperienze personali al
limite dell’assurdo risalenti agli anni della
gioventù realsocialista e della maturità
postcomunista berlinese.
Alla fine di ogni
capitolo il testimone passa alla moglie
Olga, che presenta una serie di ricette tipiche
della regione appena trattata – dalle
patate arrosto bielorusse ai pel’meni siberiani
– tutte regolarmente testate dagli
amici della coppia rastrellati nella comunità
russa di Berlino.
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"E' difficile non amarlo: Wladimir Kaminer, il laconico russo di Berlino, non cerca niente, ma trova meraviglie."
Welt am Sonntag
"Kaminer è sempre più bravo."
Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung
"All'inizio ci si stupisce. Poi si ride. Poi si comincia a vedere il mondo con altri occhi."
Woman
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"I russi non vanno al ristorante per mangiare e bere: questo lo possono fare a casa loro. Se escono è per fare baldoria. E allora dev’essere permesso tutto quello che a casa non osano per motivi di sicurezza: canti, danza del ventre, appendersi al lampadario...
L’ingrediente più importante della cucina russa è l’umore del cuoco. Se è in buona, può far spuntare magicamente dalla manica uno storione ripieno di caviale o fare il giocoliere con gli spiedi, bere vodka e sputare fuoco. Se ha la luna storta, la faccenda può diventare ancora più avventurosa. Comunque vada bisogna sempre mangiare tutto, perché i cuochi russi sono molto permalosi.
In un ristorante del genere è bene andarci con qualche russo, ed è meglio sistemarsi a un tavolo contro il muro, in modo che non possa arrivare nessuno da dietro. E consigliabile anche presentarsi a digiuno da almeno un giorno, e fermarsi a bere un goccetto in un bar prima di entrare..."
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