|
|
 |
 |
|
L'USO SAPIENTE DELLE BUONE MANIERE
Autore: Alexander McCall Smith
Traduzione di Giovanni Garbellini
Pagg. 264
€ 15.00
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 16 Ottobre 2008
Libro disponibile
|
|
|
| |
Isabel Dalhousie, riflessiva ma tutt’altro
che prudente direttrice della «Rivista di
etica applicata», non rinuncia a intervenire
nella vita degli altri anche ora che è diventata
madre del piccolo Charlie.
Da esponente di una fetta della società
edimburghese benestante, le sue avventure
hanno come teatro per lo più magioni
secolari di ricchi possidenti o, come stavolta,
gallerie d’arte, frequentate da collezionisti
e pittori. Capita infatti che, durante
un’asta per l’acquisto di un dipinto di uno
dei suoi paesaggisti prediletti, Isabel fiuti
odor di bruciato. Prima un collezionista le
strappa l’oggetto del desiderio a suon di
quattrini, poi decide di cederglielo senza
colpo ferire. Strano quel quadro non rifinito,
ancor più strano il soggetto: raffigura il
punto in cui pare che un gorgo spaventoso
abbia ingoiato il suo autore. O forse si è
trattato di suicidio?
E poi quel suo giovane fidanzato, bello come
un adone, amabilmente gentile, nonché
padre amorevole di Charlie, sarà ancora
nel cuore della bella nipote di Isabel, la gastronoma
Cat, o quest’ultima avrà perdonato
l’evoluta zia? Tanti dilemmi e una sola possibile via d’uscita:
ragionare col cervello ma lasciarsi
trasportare dal sentimento.
|
|
| |
"Miss Marple si è reincarnata in Isabel Dalhousie."
Irene Bignardi
|
|
| |
"«Perciò... quando affogò...»
Isabel non concluse la domanda. Era un suicidio? Se si voleva far sembrare la morte un incidente, l’annegamento era forse il modo migliore. Di rado c’erano testimoni. Era facile da organizzare, soprattutto in posti come la Scozia occidentale, piena di correnti e onde improvvise. Che morte triste doveva essere, però, in mezzo alle acque gelide, sull’Atlantico. Una sepoltura in mare.
«No» rispose Guy. «Non credo che si sia suicidato. Se n’era andato a Jura, dopo i guai passati qui. Aveva piantato la moglie quasi subito e si era andato a nascondere in un cottage che prendeva spesso in affitto sull’isola. L’aveva fatto anche Orwell: si era rifugiato a Jura per scrivere 1984. Comunque, un mese dopo essersi trasferito là, annegò. Andava spesso in mare con una barchetta a remi. Ed è per questo che non credo al suicidio. E accaduto tutto secondo i suoi normali ritmi di vita sull’isola.»"
|
|
|