|
|
 |
 |
|
IL CORPO DEL CAPO
Autore: Marco Belpoliti
Pagg. 160
€ 12.00
Saggistica
Collana: Le fenici rosse
In libreria
dal: 26 Febbraio 2009
Libro disponibile
|
|
|
| |
Nell’aprile del 2001 milioni di italiani
hanno ricevuto un fotoromanzo elettorale,
Una storia italiana, dove Silvio Berlusconi
presentava la storia della propria
vita attraverso parole e immagini. Un album
ricco di fotografie del Capo. Perché
il creatore della neotelevisione ama così
tanto le fotografie, perché ricorre alle immagini
fisse per descrivere la propria persona?
Questo libro racconta la vicenda
del rapporto tra il tycoon televisivo e la
fotografia a partire dagli anni Settanta,
quando Berlusconi era un semisconosciuto
imprenditore edile, sino ad arrivare alle
sue ultime immagini: dalle pose al -
l’Alain Delon degli anni Ottanta agli
scatti che lo ritraggono nelle vesti di futuro
capo di Stato del decennio successivo,
dalle foto famigliari a quelle elettorali.
Dai trapianti
di capelli alla bandana, dal ritocco fotografico
alla chirurgia estetica, il corpo del
Capo è diventato la metafora vivente
della nostra stessa idea di corpo, della
sua durata nel tempo, del suo valore e del
suo sfruttamento economico. Nell’epoca
in cui ciascuno, come disse Andy Warhol,
ha diritto al suo quarto d’ora di celebrità,
Silvio Berlusconi risulta essere il più
warholiano dei politici, soggetto perfetto
per un suo ritratto: l’eternità dell’istante
presente.
|
|
| |
"Se si passano in rassegna le immagini fotografiche «ufficiali» di Silvio Berlusconi, come accade nelle pagine di questo libro, ci si rende immediatamente conto che c’è un’esagerata volontà di essere ritratto, di posare, di essere presente negli album di famiglia e nella storia. Un narcisismo traboccante, ma anche qualcosa d’altro. Quasi un istinto, a tratti persino diabolico, di pensarsi in rapporto allo spettatore di turno, d’indossare degli abiti-maschera adatti a chi lo guarda. Detto altrimenti, l’attuale Presidente del Consiglio si fa fotografare — assume la posa in cui sarà o è fotografato — come se fosse uno specchio in cui contemplarsi. Noi — i suoi elettori, ma anche i suoi oppositori, detrattori, e persino nemici — siamo la superficie riflettente in cui Silvio Berlusconi si guarda: la sua vera immagine è il mondo."
|
|
|