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PER L'AMOR DI UN DIO
Autore: Marie Phillips
Traduzione di Elisa Banfi
Pagg. 294
€ 16.50
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 14 Maggio 2009
Libro disponibile
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Dura la vita per gli dei dell’Olimpo nel
Ventunesimo secolo. Ridotti a un manipolo
di sfaccendati, vivono in una grande
casa ormai fatiscente a Hampstead
Heath, a Londra. Di Zeus ed Era, confinati
al terzo piano, non si sa più nulla da
decenni. Ares, il dio della guerra, è l’unico
a cui il lavoro non manca mai, mentre
Artemide fa la dog-sitter, la splendida
Afrodite lavora per una chat-line erotica,
Dioniso ha aperto un night club, Eros
è diventato cattolico praticante, Apollo
cerca la fama in televisione e per vincere
la noia va in giro a fare dispetti alle mortali...
A spezzare la monotonia di queste grigie
e immortali esistenze, entra in scena
Alice, una ragazza dolce e onesta quanto
ingenua, che bussa alla loro porta per offrirsi
come donna delle pulizie (di cui la
casa ha più che mai bisogno). Complice
una freccia di Eros, Apollo si innamora
perdutamente di lei, che però è già fidanzata,
o quasi, con Neil, un ingegnere
timido e un po’ imbranato. Ma il dio del
sole non si rassegna a essere rifiutato da
una mortale e la sua reazione finirà per
scatenare una serie di eventi drammatici...
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"Molto affascinante, molto divertente."
The Times
"Le sgangherate vicende degli dei greci trasferitisi a Londra, in un originale e piacevolissimo romanzo d'esordio."
The Guardian
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"Una mattina, mentre portava a passeggio i cani, Artemide vide un albero dove non avrebbe dovuto esserci.
L’albero se ne stava solo soletto in un punto riparato del pendio. A un occhio non allenato, a chi non passava spesso di lì, probabilmente sarebbe sembrato un albero normalissimo. Ma i’occhio di Artemide era tutt’altro che non allenato e lei andava a correre in quella zona di Hampstead Heath ogni giorno. L’albero era un nuovo arrivato: il giorno prima non c’era. E le bastò uno sguardo per notare che si trattava pure di una specie sconosciuta, un tipo di eucalipto che fino al giorno prima non si era mai visto. Era un albero, insomma, che non avrebbe proprio dovuto esistere.
Trascinandosi dietro i bastardi, Artemide si avvicinò all’albero. Ne toccò la corteccia e sentì che respirava. Posò l’orecchio sul tronco e ascoltò il battito del cuore. Poi si guardò attorno. Bene: era presto e non c’era nessuno a portata d’orecchi. Ricordò a se stessa di non arrabbiarsi con l’albero perché non era colpa dell’albero. A quel punto parlò."
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