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LAVORARE PIACE
Autore: Alain De Botton
Traduzione di Luisa Nera
Pagg. 336
€ 17.50
Saggistica
Collana: Biblioteca della Fenice
In libreria
dal: 21 Maggio 2009
Libro disponibile
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Ci sono luoghi cui non prestiamo attenzione,
aree extraurbane spesso costellate
da anonimi edifici privi di fascino. È il
caso dei centri logistici, dove giungono
enormi quantità di merci per essere confezionate
e incanalate nei circuiti distributivi
che alimentano i nostri consumi
quotidiani. E ci sono professioni strane,
apparentemente lontane dai nostri interessi
più vivi e immediati, eppure indispensabili
a garantire il flusso dell’esistenza
che consideriamo normale.
Alain
de Botton si è messo sulle loro tracce per
celebrare «un’ode all’intelligenza, alla
peculiarità, alla bellezza e all’orrore del
lavoro moderno» e alla sua pretesa di
costituire, insieme all’amore, uno dei
cardini attorno a cui ruota il senso della
nostra vita. E il frutto di questa poetica
divagazione sul mondo del lavoro, in bilico
tra racconto e reportage, è l’incontro
con realtà e personaggi di irresistibile
presa. Un solitario pittore che per tre anni
dipinge la stessa quercia, inventori di
scarpe per camminare sull’acqua, manager
di biscottifici tenacemente impegnati
nella produzione di snack al sapore di
gambero, tutti accomunati da un’irrefrenabile
vocazione: buttarsi a capofitto nel
lavoro per innalzare una fragile protesta
contro la natura effimera dell’esistenza
umana.
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"C'è un che di straordinario in Alain de Botton. Comabatte la guerra contro il conformismo con armi tattiche tutte sue: è erudito ma non minaccioso, ha curiosità e sensibilità. Guida il lettore verso la piena comprensione delle cose, miscelando la giusta dose di forza espressiva e moderazione."
The Independent
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"Due secoli fa i nostri antenati sapevano dire l’origine e la storia precisa di ogni singola merce del limitato assortimento di commestibili e beni di consumo a loro disposizione, conoscevano la gente che li produceva e gli strumenti impiegati nella loro produzione. Conoscevano bene il maiale, il falegname, il tessitore, il telaio e la lattaia. Da quei tempi l’assortimento di oggetti in commercio è cresciuto esponenzialmente, ma la nostra comprensione della loro genesi si è ridotta quasi a zero. Oggi siamo tanto più immaginativamente scollegati dalla produzione e dalla distribuzione delle merci quanto più siamo tecnicamente in grado di ottenerle, un processo di alienazione che ci priva di una miriade di opportunità di provare meraviglia, gratitudine e sensi di colpa."
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