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IRLANDESE AL 57%
Autore: Roddy Doyle
Traduzione di Giuliana Zeuli
Pagg. 288
€ 15.00
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 18 Giugno 2009
Libro disponibile
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In una divertente parodia tutta irlandese
di Indovina chi viene a cena, un padre di
ampie vedute entra in crisi quando scopre
che la figlia frequenta un ragazzo di
colore. E, peggio ancora, l’ha invitato a
cena. Jimmy Rabbitte, già protagonista
dei Commitments, ha messo su famiglia,
ha qualche etto in più sulla pancia e non
ha perso gli ideali giovanili. Decide di
fondare una nuova band, ma stavolta i
membri saranno stranieri, possibilmente
non bianchi. Ray, un
ragazzo senza qualità, inventa un nuovo
sistema audiovisivo per misurare l’effettiva
«irlandesità» di una persona. Il suo
programma Fáilte serve a un ministro
senza scrupoli per arginare l’afflusso di
stranieri. Ma nessun irlandese doc supera
il poco brillante punteggio del 57%,
mentre un candidato del Ghana raggiunge
il 97%.
Questi sono alcuni dei racconti di Roddy
Doyle, che ci mostrano un’Irlanda in
rapido mutamento. Gli irlandesi non sono
più i «neri d’Europa» ma si ritrovano a
vivere in uno dei paesi più prosperi del
continente. E a fare i conti con una geografia
umana molto cambiata, che a tratti
si scontra con la loro forte identità nazionale.
Tra amore e curiosità, sfruttamento
e incomprensione, amicizia o diffidenza
si dipanano storie che, nella loro
varietà, sono accomunate da un elemento:
l’incontro con l’«altro».
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"Roddy Doyle ha ridefinito da solo, almeno su questa sponda dell'Atlantico, cosa debba intendersi per narrativa letteraria."
Nick Hornby
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"La mia ragazza, in un certo senso, è nigeriana e quando andiamo nei negozi ci seguono dall’ingresso all’uscita. Noi ci fermiamo e l’addetto alla sicurezza si ferma. Se saliamo con la scala mobile, uno di loro si piazza tre scalini dietro di noi e ce n’è un altro che ci aspetta in alto. Se guardiamo qualcosa, un paio di scarpe per esempio, sono tutti li che ci guardano mentre noi guardiamo le scarpe. E la gente, la gente normale insomma, vede gli addetti alla sicurezza e comincia a guardare noi, casomai succedesse qualcosa di interessante. Non si è mai soli quando uno sta con una ragazza nera, e neppure se uno ha su una felpa col cappuccio nero. C’è sempre qualcuno che ti viene dietro — «Circolare, forza, circolare » — e ti costringe ad alzare i tacchi.
Non lo dico per lamentarmi. Ma è un dato di fatto.
E' la prima cosa che imparano i poliziotti — quelli veri, non le guardie del servizio di sicurezza — nei loro corsi per diventare poliziotti. Imparano a dire «Circolare» in 168 lingue..."
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