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LEZIONE DI NUOTO
Colette e Bertrand, estate 1920
Autore: Valentina Fortichiari
Pagg. 176
€ 13.00

Collana: Prosa contemporanea
In libreria dal: 3 Settembre 2009
Libro  disponibile

   
 IL LIBRO  
  Estate 1920, Saint-Coulomb, Bretagna. La scrittrice Colette trascorre le vacanze in una casa sul mare, vicino a Saint-Malo. L’accompagna un gruppo di amici, intellettuali e scrittori come lei. Le giornate scorrono pigre tra gite in auto, giochi sulla spiaggia, cene, conversazioni, partite a carte. Libera, anticonformista, anticipatrice dei tempi, Colette è forte, curiosa della vita, trasgressiva, e domina, a volte anche con gesti di crudeltà, sugli altri. Così è dispotica, anche se per amore, nei confronti dell’amica-segretaria Hélène Picard, che vessa e strapazza più che altro per proteggerla da se stessa e dalla depressione, e si comporta duramente con la figlia Bel-Gazou, di otto anni, scatenata e ribelle.
Colette ama soprattutto perdersi in lunghe nuotate, che le ricordano l’infanzia, quando nuotava in compagnia del padre. Per lei il contatto con l’acqua è piacere e voluttà. Ed è durante questa vacanza che decide di insegnare a nuotare a Bertrand, figlio del suo secondo marito, Henry de Jouvenel, un sedicenne alto e magro, affascinante nella sua timidezza, lettore vorace, ma che detesta Chéri, il romanzo di Colette che sembra anticipare lo svolgimento della loro storia.
 
 
 UN BRANO  
  "Bertrand procedeva a fatica, riuscì a notargli difetti nelle bracciate e nelle gambe che scalciavano disordinatamente, facendo spruzzi, eppure avanzava e, quando fu a metà distanza, alzò la testa e gridò: «Che hai, Colette? Non stai bene? Che succede? Puoi resistere? » Ma non aspettò risposta e riprese a nuotare forsennatamente, a confondere la respirazione, e alla fine la raggiunse, mentre lei cercava di andargli incontro. Le braccia distese avanti, i loro corpi si protesero l’uno verso l’altra, le mani si afferrarono, come in un balletto acquatico. La strinse, ma in questo modo l’avrebbe trascinata a fondo se lei, respingendolo, non gli avesse detto subito: «Piano, Bertrand, grazie di essere qui. Hai visto che lungo tratto hai percorso da solo? Ho un crampo terribile al polpaccio e non posso fare altro che aspettare che passi, ma ho avuto molta paura di non riuscire a rientrare, perché la senti la marea come cresce?»
«La marea? ma chi se ne accorge? Mi hai spaventato a morte. Lascia che ti abbracci» e insisteva per circondarla con le sue braccia lunghe."
 
 
 L'AUTORE  
  Valentina Fortichiari