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TUTTA COLPA DELL'ACIDO
Autore: Irvine Welsh
Traduzione di Massimo Bocchiola
Pagg. 308
€ 17.00
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria
dal: 18 Febbraio 2010
Libro disponibile
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A seguito di un’invasione aliena, la comunità
internazionale affida le sorti della
Terra a un gruppo di ultras scozzesi
che ha iniziato gli aggressori alle delizie
del tabagismo. E come al solito finisce
tutto a tarallucci e acido. Albert Black,
bigottissimo insegnante di religione ormai
a riposo, va a Miami per riflettere
sulla precarietà della vicenda umana, irrimediabilmente
segnata dalla presenza
del maligno. Ma qui incontra per strada
due ex allievi molto speciali (Gas Terry e
N-Sign, protagonisti di Colla) e nel volgere
di una serata si trasforma nel formidabile
DJ Black. La domenica del derby,
Malky rischia di perdere il fischio d’inizio
perché sua moglie finisce sotto il treno.
Tra ambulanza e bambini che strillano,
la giornata sportiva sembra compromessa:
menomale che la partita finisce
zero a zero.
Sono solo alcuni degli spunti
narrativi di Tutta colpa dell’acido, che
riunisce una serie di racconti di Irvine
Welsh composti nell’arco di un decennio,
a partire dai primi anni Novanta, e usciti
all’epoca in antologie e pubblicazioni ormai
quasi introvabili. Cinici o indifesi di
fronte alla spudorata incommensurabilità
del mondo, i protagonisti di queste
storie sono sempre animati da una scrittura
fresca e ispirata, carica di quell’irresistibile
forza esilarante che redime ogni
peccato nell’universo amaro dell’autore
di Trainspotting.
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"Un libro enormemente godibile."
The Telegraph
"Un'energia stupefacente, un'emozione viscerale, una scrittura che colpisce allo stomaco e al cuore."
The Independent
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"Inghiottirono le pasticche con tutta la circospezione che la fretta gli permetteva. Boaby, manovrato dai segni di malessere provenienti dai suoi centri del dolore, si alzò in piedi e si diresse ai gabinetti. Ci rimase davvero un bel po’, ma per Crooky e Calum avrebbero potuto essere mesi, perché quando tornò erano flippatissimi tutti e due."
Gli specchi del pub si deformarono, sembrarono arcuarsi disegnando intorno a loro una strana bolla, separandoli dal resto degli avventori che apparivano distorti, come se le loro immagini giungessero rifratte da lenti curve. Lì per lì questo senso di isolamento fu un sollievo, ma poco dopo diventò soffocante, opprimente. Presero consapevolezza dei loro ritmi corporei, del battito del cuore, della circolazione sanguigna. Calum, che faceva l’idraulico, pensò a se stesso come a un impianto idraulico. Il che gli fece venire voglia di cagare. Crooky recentemente aveva visto il film Terminator e si ritrovò davanti agli occhi un display luminoso a tinta rossa con l'elenco delle varie opzioni..."
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