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PICCOLA FILOSOFIA DEL MARE
Da Talete a Nietzsche
Autore: Cécile Guérard
Traduzione di Leila Brioschi
Pagg. 128
€ 12.50
Saggistica
Collana: Piccola Biblioteca Guanda
In libreria
dal: 1 Luglio 2010
Libro disponibile
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«Il mare e la filosofia condividono lo stesso
movimento: incarnano la vita, le indicano
una rotta.» Strana unione quella tra il mare
e la filosofia. Eppure la filosofia è nata sotto
il segno dell’acqua, nelle città greche
dell’Asia Minore, sulle rive del mar Egeo e
dello Ionio. Già Talete sosteneva che l’elemento
liquido costituisce il principio del
mondo, e che cos’era se non una talassocrazia
quella che si stabilì sulle rive del Mare
Nostrum? Il mare è presente nel pensiero
dei più grandi filosofi: da Kant, che descrive
il paese della verità come un’isola
circondata da un vasto e tumultuoso oceano,
a Nietzsche, che insiste sul silenzio del
mare, fino ai grandi del XX secolo, come
Foucault, per il quale il mare rappresenta
l’insignificanza, la perdita di senso.
Da questo breve excursus filosofico prende
avvio una meditazione sul mare che è una
meditazione sulla vita: il mare ha una saggezza
intrinseca che stimola il pensiero; un
bagno o una passeggiata sulla spiaggia hanno
un potere salvifico e rigenerante, che
manda in frantumi i pregiudizi e libera dal
narcisismo, guarisce i nostri corpi e al tempo
stesso solleva dalle angosce. Unendo
profondità e leggerezza, Cécile Guérard
tratteggia una sorta di acquerello filosofico,
grazie anche ai molti autori qui convocati –
Michaux, Bachelard, Hugo, Sartre, Michelet,
Hemingway... – per contribuire a questa
sinfonia muta e meditativa che fa sognare e
riflettere.
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"Questo piccolo trattato è una talassoterapia dell'anima."
Le Figaro Magazine
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"Il cestino posato sulla sabbia, l’immensità blu che si dispiega davanti al nostro asciugamano, l’arrivo su una spiaggia suscita sempre nel nostro spirito un’impressione unica. E' un misto di timidezza e di eccitazione: svestirsi all’aperto, sentire l’aria sulla pelle; prendere posto davanti a uno spettacolo favoloso senza dovere niente a nessuno; inquietarsi, poi, per l’orientamento del vento come se la nostra vita ne dipendesse.
Fare il bagno non attiene alla prestazione né allo sport. Non abbiamo niente da dimostrare, ma solo da sentire. Il bagno libera le nostre energie senza nervosismo né tensione; ci rimette insieme, ci riequilibra; anche se è violenta, l’acqua genera una fatica sana e serena. Il bagno è una meditazione orizzontale!"
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