DA UNA GRANDE VOCE DELLA NARRATIVA ITALIANA
UN RACCONTO INDIMENTICABILE D'AMORE, DI LIBERTÀ E DI SPERANZA.
Francesco è un ragazzo bello, incorreggibilmente bugiardo, pieno di vita. Diventerà un uomo dal fascino sfrontato e irresistibile, un seduttore, un giocatore d’azzardo che crede nella fortuna amica, un disertore, un fuggiasco. Teresa, al contrario, è nata in una «via di pezzenti», grandi occhi scuri e spalle esili ma volontà di ferro. Diventerà una studentessa serissima, la sola del suo cortile a diplomarsi, una giovane donna che tiene a bada i propri sogni. I due non potrebbero essere più distanti, eppure si attraggono per quell’impeto della vita che sovrasta ogni cosa, anche il fascismo, anche la guerra, anche la povertà. Con la forza della grande letteratura, Elena Varvello costruisce un romanzo struggente, il racconto di un amore e insieme un affresco di voci, di storie e destini, un confronto serrato con la memoria e i non detti, e ci regala personaggi indimenticabili, pieni di coraggio e ribellione, di desiderio di libertà.
La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d’amore.
Una lingua precisa, sensoriale, attenta ai gesti, uno stile che attraversa registri diversi — lirico, colloquiale, documentario — e riproduce la frammentarietà della memoria e l'ambiguità di ogni esistenza.
La vita sempre è una narrazione fortemente ottativa , dove i desideri e i sogni dei personaggi scivolano via dalla ricostruzione storica e assumono una piega fantastica , convincente e perfino commovente.
Una storia viva, di ostinata resistenza all'avanzare impietoso della Storia.
La vita, sempre, un avverbio non casuale. Una sorta di nitida fede. Una promessa inscalfibile. La sfida di non lasciarsi stornare dalla Storia.
Quello di Elena Varvello è un racconto fatto di ricordi e impressioni. Una storia d'amore , di resistenza, di sopportazione.
È questione di vita. Essere vivi, nient'altro – a me non toccherà mai il contrario, solo la vita, sempre.
La politica – ogni ideale, antifascismo compreso – per lui sarà sempre da svizzeri, oppure inutile. «A che vuoi che serva? Solo parole. » Non ci sarà mai nient'altro, ai suoi occhi, che valga quanto la vita.