Non superare le dosi consigliate di Costanza Rizzacasa d’Orsogna. Un libro che sta conquistando tutti

di Redazione Guanda | 04.02.2020

Il grande successo del romanzo "Non superare le dosi consigliate" di Costanza Rizzacasa d'Orsogna non può essere un caso. Che cosa ha funzionato e perché? Qui le nostre proposte.


C’è un peso che non si può perdere, anche quando l’hai perso tutto. È quello che Matilde sente su di sé quando esce per strada e tutti si voltano per «pesarla» con lo sguardo: centotrenta chili? Forse qualcosa di più. Ha un problema, è chiaro. Dovrebbe fare questo e quell’altro.

Tutti bravi a parlare, quando non si tratta di loro. Peggio ancora: le critiche non si fermano mai, nemmeno davanti al dolore delle persone. Un romanzo crudo e realistico sulla vergogna di sé, le bugie che diciamo per sentirci meglio e il perdono più difficile di tutti: quello verso noi stessi.

Matilde a sedici anni pesa già ottanta chili, a diciotto quarantotto. Poi in America a studiare: qui è bellissima, ma i mostri sono dentro di lei e la fame non passa. Supera i centotrenta chili e per strada la guardano male. Matilde si chiude in casa per tre anni e sui social finge di essere normale: sembra una soluzione, «la» soluzione. Normale, però, Matilde non si è mai sentita: «grassa non è uno stato provvisorio, ma un modo di essere e pensarti».

Non superare le dosi consigliate: perché leggerlo

1. Un libro da leggere perché se ne sta parlando, tanto e bene

«Una storia di tremenda potenza», Loredana Lipperini

Di Non superare le dosi consigliate si sta discutendo molto, sui social e sulla stampa: Valeria Parrella lo ha definito «un libro che sta generando un nuovo canone letterario». E ne hanno parlato, tra gli altri, Loredana Lipperini, giornalista e conduttrice del programma Fahrenheit di Radio3 e Chiara Valerio, scrittrice, collaboratrice di «Robinson – la Repubblica» e conduttrice di Isola deserta su Radio3. Silvia Ballestra su «Tutto libri – La Stampa» ha detto: «Costanza Rizzacasa d’Orsogna alza il velo su corpi che non si vogliono vedere, senza falsi pudori e con voce potente di scrittrice».

2. La storia di Matilde, la storia di tutti noi

«Leggo Costanza Rizzacasa d’Orsogna e mi pare di trovare le parole per tutto quello che mi ha fatto e mi fa davvero male», Chiara Gamberale

Alcune volte le nostre vite si sovrappongono a quelle dei personaggi, altre ne divergono del tutto. Ma poco importa se ci identifichiamo o meno nella tormentata vita di Matilde: le storie che ci catturano parlano comunque di noi, di ciò che siamo e di ciò che non siamo, di ciò che ci attrae ma anche di ciò che rifiutiamo. In Matilde, la protagonista di Non superare le dosi consigliate, ciascuno può rivedere quelle imperfezioni, quelle paure, quelle emozioni che ci rendono tanto umani, tanto belli.

3. Un grande talento letterario

«La creatura fuori misura che si aggira per un mondo troppo piccolo è l’espressione di un grande talento, la nascita di una scrittrice che sulla pagina non sbaglia mai misura, se di misura vogliamo continuare a parlare», Teresa Ciabatti, «Corriere della Sera»

Scritto in maniera equilibrata e con un tono sempre adatto alla situazione, Non superare le dosi consigliate è ammirevole per la sua capacità di andare in profondità e riportare al lettore ogni sfumatura delle vicende narrate. Un libro da leggere per conoscerci meglio.

4. Una storia forte, dove vergogna, perdono e riscatto si intrecciano per formare un quadro indimenticabile

«Un vorticoso e ipnotico viaggio nel dolore, nella follia e nel perfezionismo: imperdibile», Alessandra Di Pietro, «Elle»

Nulla viene taciuto: l’autrice descrive i momenti meno edificanti come fossero le normali tappe di un percorso. Si tratta di una vita a metà tra il dolore e la voglia di riscatto, il perfezionismo e il perdono verso se stessi e i propri errori, la follia e la costante ricerca della normalità. Che poi, normale, cosa vuol dire?

5. Il fat shaming è un fenomeno ancora trascurato

«Sento questo sguardo che pesa, che mi pesa, già, mi pesa. Non tutti ce la fanno, non tutti ci riescono e facciamo finta che sia un passo avanti scherzarci su, ma quando sei ragazzo è più difficile, lasciatevelo dire, è maledettamente più difficile», Filippo Sensi, deputato Pd.

L’onorevole Sensi, nel suo intervento alla Camera durante la discussione sulle misure per contrastare il bullismo, ha ringraziato la scrittrice per «il lavoro pioneristico» contro il fat shaming, un fenomeno di cui bisogna parlare per le conseguenze – anche gravi – che porta con sé. La vergogna non dev’essere un «destino ineluttabile» o una «condanna sancita dallo sguardo degli altri»: mai dimenticare «il rispetto e l’amore che ognuno di noi, con il suo corpo, merita».

 

 

 


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