Le Cancellature di Emilio Isgrò hanno sollevato una questione che va oltre il mondo dell’arte e della letteratura: la possibilità della parola umana di sopravvivere in una società dominata dalla comunicazione virtuale. Cancellare non vuol dire distruggere, ma sottolineare le oscillazioni della parola tra essere e non essere, in un continuo mutamento che il mondo globalizzato sembra voler dimenticare.
Anche i libri di poesia di Isgrò si muovono in questa prospettiva. In Quel che resta di Dio sono le stesse zone tematiche a opporsi l’una all’altra, in un processo ininterrotto di cancellazione che travolge il Sud e l’amore, gli alberi e le pietre, la Sicilia e le tigri, la carne e il dopoguerra, Lorenzo il Magnifico e il Papa romano, l’America delle merci e il Mediterraneo degli annegati. Il tutto sostenuto da un linguaggio vario e composito dove i modi alti e solenni si alternano con naturalezza a quelli più bassi e colloquiali, riprendendo tecniche poetiche della cultura europea e italiana, come il sonetto, la terzina e la canzone, che oggi vanno difese dai tentativi di offesa.
Quel che resta di Dio, alla fine, è proprio la possibilità di nominarlo.

Titolo
Quel che resta di Dio
ISBN
9788823524125
Autore
Collana
Casa Editrice
GUANDA
Aree tematiche
Dettagli
144 pagine, Brossura
Prezzo di questa edizione cartacea


Quel che resta di Dio

Quel che resta di Dio

E. Isgrò

Le Cancellature di Emilio Isgrò hanno sollevato una questione che va oltre il mondo dell’arte e della letteratura:…

14,00€



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