Palermo, 1640. Una monaca carmelitana è rinchiusa nelle prigioni della Santa Inquisizione in attesa di conoscere il motivo del suo arresto. Per rassicurare un misterioso compagno di cella, inizia a raccontare, perché «una buona storia svia la solitudine e ingannala morte». Joanna De Austa, questo il suo nome, ha avuto un’infanzia segnata dalla perdita di un padre avventuriero e dalla presenza di una madre afflitta dalla vedovanza e priva di slanci. Ma lo zio vescovo è stato per lei un mentore straordinario: di mente aperta e anticonformista, conoscitore dei libri proibiti, le ha trasmesso l’amore per la poesia ,le arti e le lingue straniere. E ha protetto la sua amicizia con Nucidda, la figlia della governante, una bambina cieca da cui Joanna ha imparato un nuovo modo di vedere, che non ha bisogno dello sguardo. Questa profonda sapienza la guiderà in un’impresa capace di riscattarla da una vita difficile e dalla gabbia di un matrimonio imposto. Con un’intuizione del tutto innovativa per il suo tempo, Joanna fa della cartiera di famiglia una piccola casa editrice, dimostrando di saper unire la passione per i libri al talento imprenditoriale. Il primo volume dato alle stampe sarà il Don Chisciotte. «Diventammo famosi» dirà «per aver fatto due cose impossibili. Far scrivere i ciechi. Pubblicare la storia di un pazzo.» Ancora una volta, Simona Lo Iacono trasforma in romanzo una storia vera di lutti e rinascite, rovesci economici e incontri cruciali, tenebre e luce: quella luce che brilla nel cammino delle donne verso la libertà.

Ma se invece con i libri potrai vedere oltre, se ti apriranno le strade nascoste dei fuggiaschi e degli straziati, se ti convinceranno a diventare sempre più umile, allora crea una biblioteca universale, mettila a disposizione di tutti. Diventa maestra, ma senza dimenticare mai di restare un'allieva.

Senza i segni dimenticheremmo che siamo esseri leggibili. E, invece, per questo scriviamo libri.

Le nostre macchine erano le uniche a poter sostenere quel ritmo, dato che fabbricavano anche la carta, e nell'arco di poco meno di un anno diventammo famosi per aver fatto due cose impossibili: far scrivere i ciechi. Pubblicare la storia di un pazzo.

E compresi che la maggiore difficoltà di essere ciechi non era il buio, ma non avere un punto di riferimento. Qualcuno che ti dicesse: vai, corri, vola, io sono qui.

D'ora in avanti ti spiegherò tutto quello che ho imparato dalla vita, dai libri, dalla preghiera. Ti avverto. Molte cose non ti piaceranno, per alcune riderai, per altre amerai. Per moltissime piangerai. Ma alla fine spero che accada. Che cosa dovrebbe accadere, zio? Che tu possa scoprire la tua strada.

Prima dei voti ero una donna come tante, che ha creduto al destino e al futuro. Raccontami di te, hai invece bisbigliato senza dirmi il tuo nome. E hai aggiunto: Una buona storia svia la solitudine e inganna la morte. Certo, ti ho risposto mentre dalla botola posta sul tetto passava una fetta di luce. Ma ti avverto, dovrai avere molta pazienza, non ti celerò nulla e non avrò ricordi infedeli. Siediti accanto a me. Ascolta.

L'autore

Simona Lo Iacono

Simona Lo Iacono

Simona Lo Iacono è nata a Siracusa nel 1970,è magistrato e presta servizio presso la Corte d’appello di Catania. Tra i suoi romanzi, Le streghe di Lenzavacche, vincitore del Premio Chianti e selezionato tra i dodici finalisti del Premio Strega 2016, Il morso, L’albatro, La tigre di Noto, vincitore del Premio Letterario Città di Erice 2022, e Il mistero di Anna. Con Guanda ha pubblicato nel 2024 Virdimura, vincitore del Premio Vittorini e del Premio Asti d’Appello.

Prossimi eventi

20Mar

Incontro con Simona Lo Iacono Liceo Scientifico Zaleuco
Via Professor Francesco Panzera 27 - 89044 Locri (RC)

Simona Lo Iacono presenta Virdimura nell'Aula Magna del Liceo scientifico Zaleuco di Locri. 

21Mar

Incontro con Simona Lo Iacono Piccolo Teatro Grassi
Via Rovello 2 - 20121 Milano (MI)

Simona Lo Iacono presenta Virdimura in occasione di “SOUL” Festival di Spiritualità, in dialogo con Daniela Ovadia.