Il Monte Ceceri, sopra Fiesole, è famoso per la leggendaria prova di volo del 1506 progettata da Leonardo da Vinci con la sua macchina, il «Grande Nibbio». Il tentativo, che narra di un lancio da parte del suo collaboratore, è legato alla profezia leonardiana del volo umano. Proprio qui comincia la nuova avventura di Franco Bordelli, che dopo essere andato in pensione è stato reintegrato nella Pubblica Sicurezza come vice questore. Si tratta di una storia misteriosa, all’inizio senza appigli. A poco a poco, Bordelli e il suo braccio destro Pietrino Piras, diventato commissario, cercheranno di risalire il fiume in piena degli eventi per trovare la sorgente dalla quale è scaturito il crimine. E come accade spesso, le apparenze possono nascondere una realtà ben diversa.
In quel laboratorio si stampavano foto, si rilevavano impronte, si repertavano residui di ogni tipo, si controllavano armi sequestrate, banconote false e documenti contraffatti, si esaminavano bossoli e proiettili estratti dal corpo delle vittime… Si lavorava per tentare di mettere ordine nel caos del male, alla ricerca della verità, di una qualche verità, che spesso non era quella giusta.