Scritto di getto e pubblicato nel 1785, il Saggio sulla filosofia delle lingue è unanimemente riconosciuto come uno dei capolavori della trattatistica italiana del Settecento. A scriverlo è un Cesarotti all’apice della carriera: già famoso dentro e fuori i confini nazionali per le traduzioni dell’Ossian, professore all’università, segretario perpetuo della classe di Lettere dell’Accademia di Padova, si appresta a dare alle stampe il primo volume di una traduzione dell’Iliade che suscita attese, e a suo modo farà epoca. La circostanza che lo spinge a mettere inlibro una riflessione sul linguaggio che da trent’anni va conducendo in forme semiprivate è la soppressione dell’Accademia della Crusca nel luglio 1783. Da qui, da questo vuoto, nasce l’idea di una istituzione radicalmente nuova capace di subentrarle e di dare all’Italia un Vocabolario finalmente moderno, filosofico, razionale e nazionale. È per dare solidità a questo progetto che Cesarotti si addentra in quell’ampia riflessione sui fondamenti del linguaggio, la natura della norma, l’origine e la storia della lingua italiana che farà di lui, secondo le parole di Giovanni Nencioni, «il vero e grande iniziatore del nostro pensiero linguistico». Il Saggio di Cesarotti è così molte cose insieme: il contributo più importante dato dall’Italia al grande dibattito illuminista sulle lingue e sul linguaggio, un acuto discorso sullo stile e la letteratura, una critica, al lume della ragione, della tradizione italiana e dei fondamenti di ogni purismo, un vibrante manifesto di europeismo intellettuale. L’edizione di Carlo Enrico Roggia è la prima a fornire una ricostruzione critica di questo classico del nostro Settecento e della sua genesi, accompagnandolo con una introduzione e un commento puntuale fondati su ricerche approfondite e di prima mano. Oltre a scioglierei nodi del testo e a dipanarne lo sviluppo argomentativo, questi apparati lo inseriscono in una fitta rete di riferimenti letterari, teorici e storici, mettendone in luce l’autentico e multiplo radicamento europeo.
Saggio sulla filosofia delle lingue
Melchiorre Cesarotti
L'autore
Melchiorre Cesarotti
Carlo Enrico Roggia insegna Linguistica italiana all’Università di Ginevra. Si occupa di storia della lingua e delle idee linguistiche, di stilistica letteraria, di sintassi e pragmatica dell’italiano. Tra i suoi lavori, l’edizione con traduzione e commento delle Lezioni sulle lingue antiche e sul linguaggio dello stesso Cesarotti (Firenze, 2021) e i volumi La lingua della poesia nell’età dell’illuminismo (Roma, 2013), Le frasi scisse in italiano (Ginevra, 2009). Ha inoltre lavorato su autori e testi del Novecento, da Gadda a Levi, Calvino, Montale.