Un circolo di lettura, una libreria fuori mano e un concorso di haiku dall’apparenza innocente. Eppure, proprio queste brevi poesie sembrano nascondere la chiave di un feroce omicidio avvenuto nella Svizzera italiana. Il corpo di un uomo, un importante avvocato di Milano, è stato rinvenuto davanti all’ingresso di un’antica miniera. A condurre le indagini arriva proprio da Milano l’ispettrice Anna Scovalupi, che si trova a confrontarsi con la cauta macchina giudiziaria elvetica e a collaborare con l’investigatore Elia Contini. Lei, appassionata ciclista, percorre strade ignote e scopre un paese meno quieto del previsto. Lui, più a suo agio fra boschi e montagne che tra le persone, è coinvolto nella caccia a quello che si rivelerà un assassino seriale. Mentre la polizia segue piste che conducono ai lati più oscuri della finanza fra Svizzera e Italia, un giovane libraio continua a ricevere anonimi haiku che sembrano anticipare ogni sviluppo delle indagini...
In un crescendo di tensione, senza mai abbandonare i toni dell’ironia, Andrea Fazioli ci conduce attraverso un caso imprevedibile, in cui le ombre del passato e dell’omertà si allungano sul paesaggio del Canton Ticino, dove la tentazione di lasciarsi andare a una piccola cosa proibita può generare conseguenze fatali.
Le mani stringono il volante, come se niente fosse. I piedi, gli occhi, il collo, tutto si muove come sempre. È notte. Piove. La macchina percorre una strada secondaria fra Milano e il confine con la Svizzera. Se non fosse per il cadavere nel bagagliaio, Jonathan sarebbe solo un ragazzo dopo una notte in discoteca.