Nel 1789, un Mozart malinconico e tormentato dai debiti visita la tomba di Johann Sebastian Bach a Lipsia. È in cerca di un segno che possa sciogliere il mistero che lo perseguita dall’infanzia, da quando un uomo di nome Jack Taylor si è presentato a lui in cerca di aiuto per riscattare l’immagine del padre, un illustre oculista accusato di avere accecato e poi ucciso il grande compositore. «Sono così folle, così alienato da tutto ciò che un tempo amavo, da credere che il defunto Bach mi manderà un messaggio, una qualche indicazione?» si chiede Mozart, mentre attende un sussurro che risponda finalmente alla sua domanda: davvero Bach è stato assassinato dal famoso chirurgo? Una domanda che lo coinvolge interamente, perché ha a che fare con un mistero più profondo, quello dell’esistenza umana.
Nelle vesti di vero e proprio detective, Mozart ci apre il suo cuore, confidando le sue paure, le difficoltà, gli amori, ritraendo un’epoca fervente di rivoluzione e reazione, di arte ed estro, dove spesso maestri e ciarlatani si confondono. Un’indagine a più tempi, dall’Andante all’Allegro, intorno a un intrigante segreto, dove la musica è forse la risposta: «Ci disse che tutto nella vita è incerto tranne il dolore e la bellezza. Ci disse che siamo sempre, fino al nostro ultimo respiro, padroni del nostro destino... Questo ci disse l’Allegro... Ci invitò a credere che il dolore non è necessariamente eterno».
Un grande maestro della letteratura.
Una delle voci più importanti provenienti dall'America Latina.
Suggestivo... Il giallo permette a Dorfman di porre le domande più profonde sull'esistenza umana. Vedere persone dal talento eccezionale muoversi in ambiti quotidiani è divertente e istruttivo. Anche Mozart diventa più umano.
Bello e profano, irresistibile e irritante, esaltante e doloroso, questo romanzo ci mostra un Mozart che non abbiamo mai visto. Un mistero brillantemente costruito, una lettera d'amore alla musica classica... È una storia così avvincente che vorremmo fosse reale.