Pasolini è stato un autore «senza dialetto» e «senza casa». Studiare le sue opere significa inseguire il suo percorso umano alla ricerca di una lingua con cui esprimersi ed un paesaggio dove radicarsi. L’inedito e appassionato sguardo da architetto di Gianni Biondillo spazia dal Friuli della mitica gioventù pasoliniana alla Roma suburbana non ancora violentata dall’omologazione capitalista. Per poi, a «genocidio» avvenuto, constatare la fuga del poeta verso nuovi corpi e nuovi luoghi: quelli incontaminati (ma per quanto ancora?) del Terzo e Quarto Mondo. Un saggio che si immerge nei testi, nelle parole di Pasolini per cercare quegli itinerari – poetici, cinematografici, polemici, artistici – forse fra i più disperati e rabbiosi che la letteratura del Novecento abbia saputo consegnarci. Biondillo, da perfetto topografo, cerca in questo libro di ricostruirne la mappa.
Pasolini. Il corpo della città
Gianni Biondillo
L'autore
Gianni Biondillo
Gianni Biondillo (Milano, 1966) è architetto e scrittore. Presso Guanda ha pubblicato la serie dedicata all’ispettore Ferraro: Per cosa si uccide, Con la morte nel cuore, Il giovane sbirro, I materiali del killer (Premio Scerbanenco e Prix Violeta Negra), Cronaca di un suicidio, Nelle mani di Dio, L’incanto delle sirene, Il sapore del sangue e I cani del barrio (Premio Dora Nera). Per Guanda sono usciti anche, tra gli altri: Per sempre giovane, Metropoli per principianti, Come sugli alberi le foglie (Premio Bergamo), Lessico metropolitano, Pasolini. Il corpo della città, Quello che noi non siamo (Premio Bagutta) e La tempesta perfetta e altre storie. Collabora con il cinema e la televisione, pubblica su quotidiani e riviste nazionali. Vive a Milano con la madre, la moglie, due figlie e un cane. Femmina.