Nella «città che sale», Milano, dove a crescere ora sono i palazzi abusivi e i prezzi degli affitti, un gruppo di persone – padri di famiglia, giovani coppie, anziani a rischio sfratto – protesta davanti al Comune. L’ispettore Ferraro è stato mandato a registrare gli umori della piazza. Basta una scintilla a far perdere il senno, e la polizia non risparmia le manganellate. Persino Ferraro le prende, e rientra a casa ammaccato. Non va meglio a sua figlia, che studia all’estero ma è tornata per partecipare a una manifestazione in sostegno di Gaza. Anche lì intervengono le forze dell’ordine, e Giulia la sera si ritrova piena di lividi sul divano come il padre. Ridono, parlano, discutono: ormai non si può più chiudere gli occhi. Per riempire la solitudine, l’ispettore fa lunghe camminate per le strade di una città che non riconosce più, a partire dalla sua Quarto Oggiaro. Lì gli sono rimasti solo i colleghi e l’amico di una vita, Mimmo ’O Animalo, sempre pronto a dare una mano nel momento del bisogno. L’occasione arriva presto: un immobiliarista viene trovato morto su un treno ad alta velocità e, poco dopo, emerge un brutale omicidio legato a un gruppo neofascista. Ferraro si trova così travolto da un’inchiesta che intreccia speculazione edilizia, violenza politica e oscure eredità dell’eversione nera, e nelle sue indagini dovrà risalire le cime vischiose del turbocapitalismo fino a Taiwan...
Nel variegato campionario di investigatori seriali che affollano il mondo letterario italiano ce ne sono alcuni che vengono percepiti dai lettori alla stregua di parenti. L'ispettore Michele Ferraro, storico personaggio creato da Gianni Biondillo all'inizio del nuovo millennio, è uno di questi.
Biondillo è un narratore che sale e scende di continuo i piani della letteratura di genere mescolandola a quella classica: tiene d'occhio Gadda e non disdegna Scerbanenco.
Uscì dall'albergo senza quasi salutare. Non l'avevano mai visto così di fretta. Otto ore dopo il suo cadavere fu ritrovato riverso nello scompartimento del treno che gli aveva prenotato la segretaria dopo la sua telefonata concitata. Il convoglio era giunto alla Stazione Centrale di Milano in perfetto orario