Sicilia, fine anni Settanta. Aurora Silini non ha mai giocato con le bambole ma sempre con pupi veri, i fratelli e le sorelle della sua numerosa famiglia; nell’istituto religioso dove il padre, direttore del carcere cittadino conosciuto come il fascistissimo, mandava le figlie a diplomarsi, le suore la indicano come alunna modello. Giovanni Santatorre, figlio di un avvocato comunista, si è presto dimostrato restio alle logiche del partito, ma affascinato da una diversa idea di rivoluzione. L’università è il loro terreno comune, s’incontrano a vent’anni, si innamorano e pochi mesi dopo aspettano già una bambina, ma l’amore non basterà a ripararli dagli urti vertiginosi della Storia.
La scrittura di Nadia Terranova sconvolge per la sua precisione e sensibilità.
Un racconto senza fondo, che stringe la schizofrenica storia italiana al pulsare dei sentimenti. Un racconto che mi ha legato a sé.