«Vi chiedo di mettervi nei nostri panni. Un istante. Solo un istante. Vostro figlio viene da voi e vi racconta tutto questo: l’umiliazione, la persecuzione, l’esclusione, l’isolamento. È vostro figlio, vostra figlia: ha dodici anni, oppure otto o quattordici. È la carne della vostra carne, la cosa più preziosa che abbiate al mondo e, anche se non ve lo ripetete ogni mattina, è una certezza, la più radicata delle vostre certezze. È l’essere che dovete proteggere, difendere, sostenere, aiutare a crescere. E vi confessa tutto questo. Capite? Riuscite a immaginare il vostro stupore? La vostra mortificazione? Il vostro senso di colpa? Il vostro dolore? La vostra rabbia? Vi travolge, vero? Vi sommerge, vi opprime, vi annienta. Ed è solo l’inizio. Solo i primi minuti.»
Un romanzo straordinariamente esatto.
Come fa Philippe Besson a scrivere testi così potenti e così autentici sui drammi della nostra quotidianità?
Philippe Besson eccelle nella cronaca intima, così come in quella dei mali del nostro tempo.
Un romanzo estremamente attuale sul bullismo e il senso di colpa di chi resta.